Chi sono

Io sono una mamma. Sono diventata mamma a 26 anni. Ricordo ancora il giorno che ho fatto il test il 4 Giugno 2012 di mattina presto. Ero in ritardo di un giorno ma sapevo già di esserlo, cicli troppo regolari per poter sgarrare e inoltre da un paio di mattine mi svegliavo col desiderio di birra ghiacciata e io non amo la birra! Cosi quel giorno dopo un paio di minuti d’attesa ho scoperto di essere mamma. Sono stata felice e terrorizzata allo stesso tempo. Io e il padre di mia figlia stavamo insieme da un anno e non eravamo sposati. Però quella creatura non era frutto del caso. L’abbiamo voluta. Senza sapere esattamente cosa avrebbe significato per noi come persone e come coppia un cambiamento così grande. Eppure ci sembrava giusto e desiderabile e  deve averla pensata così anche il Padre Eterno. Io non credo nel caso. Non credo che sia solo un caso se in una sola volta che si prova arriva un bambino. Credo che le cose accadano perché è quello di cui abbiamo bisogno in quel momento.Prima di avere mia figlia io ero una ragazza. Una ragazza che cercava di cavarsela da sola lavoricchiando e che sfogava fuori i dolori e i pesi inflitti da una famiglia d’origine ingombrante. Non sempre ci riuscivo ma ci provavo. Ci ho provato così tanto che non facevo altro. Tutta la mia vita era un provare. Ho provato a frequentare l’università e poi sommersa dai problemi della mia famiglia mi sentivo svuotata e la lasciavo in sospeso. Ho provato a fare l’attrice poi dopo un paio di provini e diversi spettacoli ho visto che non potevo fare affidamento sul fatto che diventasse un lavoro e ho staccato. Nonostante fosse e tuttora è quello che amo fare di più nella vita. Ho provato ad imparare un mestiere e armata di pazienza e grande umiltà ho provato a fare l’estetista. Ho preso la qualifica e ho cominciato a lavorare. Lavoro nero e sottopagato. Solo dopo la nascita di mia figlia ho riprovato e ho scoperto che non mi appagava. Sentivo il bisogno di mettere a frutto i miei studi umanistici. Sognavo altro. Questo è stato il primo regalo di mia figlia: mi ha regalato la vista. Finalmente vedevo cosa non volevo e cosa volevo. Volevo lavorare con le parole scrivere e raccontare e mi sarebbe piaciuto farlo nel campo delle arti. Nel 2012 ad Ottobre lascio il lavoro di estetista dopo aver litigato con una che non solo non voleva pagarmi ma sosteneva che non era un mio diritto sapere quando mi avrebbe dato lo stipendio, sicchè io le dico ” Guarda tesoro che i regali sono inaspettati ma gli stipendi sono concordati nell’importo e nella data in cui si ricevono..” O no?  Prendo la palla al balzo e con la multa in mano, fattami per aver sforato di 10 miserabilissimi minuti la scheda parcheggio che come minimo doveva pagarmi “lei” visto che lavoravo 6/7 ore al giorno e mi pagavo 6/7 schede parcheggio di tasca mia e me ne vado. Ad Ottobre mi scrivo per la terza volta all’università in Scienze della Comunicazione per le culture e le arti. Esperienza bellissima perché da mamma l’università è una figata. Tutto ti sembra un gioco in confronto a crescere un bambino sostenere esami è stata una passeggiata, a piedi per migliaia di chilometri , sotto il sole e il vento e la pioggia e tutto quello che volete ma per me pur sempre una passeggiata. Prendere i bigliettini d’invito al mercoledì universitario rispondendo “Magari”! Già magari si potesse fare il mercoledì universitario piùttosto che la nottata da neonato! Almeno un giorno. Non ho mai fatto un mercoledì universitario e forse è stato un bene, quando li facevo di universitario facevo solo quello! Invece ho fatto l’unica cosa che gli universitari a 20 anni non vogliono fare: frequentare l’università! Così mi sono laureata il 5 Marzo 2016 con 110 e lode con una tesi dal titolo:” Garantire un futuro ai beni culturali attraverso la formazione di risorse competenti in economia e gestione manageriale e strategie di comunicazione museale”. Titolo lungo, lo so e anche un poco  difficile esattamente come i miei processi di cambiamento: lunghi e difficili, però è stato un grande cambiamento. Per la prima volta nella mia vita ho portato a termine qualcosa che volevo veramente e forse è proprio perché la volevo che l’ho raggiunta ed esattamente come l’avevo immaginata. Mia figlia è stata il motore della scoperta di me stessa. Ogni giorno che passa da mamma impreparata divento una donna più consapevole. Allora sapete che c’è? Non sono le mamme che crescono i figli a volte i figli fanno crescere le mamme e spesso si cresce insieme e questo crescersi a vicenda è MERAVIGLIOSO.