L’anno zero delle donne

 

 Chi non ha mai visto le indicazione della linea del tempo le famose a.c e d.c. Noi usiamo come punto di riferimento la nascita di Gesù Cristo che si considera l’anno zero.Gli anni che precedono l’anno zero sono indicati con la sigla a.C. che si legge avanti Cristo. Gli anni che seguono l’anno zero sono indicati con la sigla d.C. che si legge dopo Cristo. Io ritengo che l’avvenimento della nascita di un figlio sia l’anno zero di una donna.  Cosa significa anno zero? La locuzione anno zero è usata in cronologia per indicare l’inizio di un’era e in senso generale, come sinonimo di inizio o nuovo inizio. Credo che la maggior parte di voi sia d’accordo sul fatto che un figlio è un nuovo inizio ma come tutte le cose nuove può spaventare, eccitare, illudere, deludere o sorprendere. Molto spesso proviamo tutte queste cose, non solo nei confronti dei nostri figli ma anche delle persone che amiamo e che stanno sempre con noi, nonni e partner per primi. Già perché l’ arrivo di un figlio non è solo l’anno zero di chi li mette al mondo ma anche di quelli che ci stanno intorno. Non cambi solo tu. Cambia tua madre, che finalmente eri riuscita  a mettere in panchina.Ti ricordi? Quanto hai dovuto aspettare e lottare perché ti facesse fare tardi la sera, non parliamo poi di farti rimanere fuori la notte o convincerla a farti fare quel viaggio con le amiche. Io addirittura sono riuscita a convincerla a lasciarmi fare provini in giro per l’ Italia dormendo in ostelli con camerate miste. In ogni caso raggiungi nella tua vita un punto in cui finalmente tua madre capisce che sei adulta e volente o nolente smette di vietare cose e poi molto gradualmente smette di chiamarti 50 volte al giorno e non prova più l’impulso di chiamare la polizia se chiamandoti più volte consecutive capita che tu non le rispondi.Sei finalmente in pace o almeno qualcosa del genere. Tutto questo avveniva nell’epoca avanti bambino per comodità  a.b. non appena esci dall’ospedale con il bambino in cesta cambia tutto. Entriamo nell’epoca dopo bambino per comodità d.b. Ed ecco che tua madre torna quella di prima vanificando il lavoro di una vita, tornano le telefonate, i consigli, i giudizi, i raid in casa quando meno te lo aspetti e le domande insidiose. Sono cambiati gli argomenti ma lo schema è lo stesso. Ti aiuta molto, questo è vero ma torna a soffocarti ed anche peggio, perché l’oggetto delle sue attenzioni non sei tu ma tuo figlio/a. A lui/lei le coccole e l’importanza a te la critica e basta. Magari è una mia impressione ma da quando sono diventata mamma mi sento solo questo. Nessuno si preoccupa più di me come persona ho smesso di essere figlia e sono diventata mamma a volte anche mamma di mia mamma, mamma di mio marito, di mia figlia, del cane, del gatto ecc. Insomma nel tuo anno zero scopri che hai smesso di essere servita e devi cominciare a servire!

 Andiamo ai suoceri. Tasto dolente per molte. I suoceri diventano presenze veramente concrete nel d.b. Prima erano solo i genitori del vostro partner poi diventano i vostri suoceri. Forse vi detestavano o non erano molto contenti che foste proprio voi quelle con cui dover dividere il figlio “maschio”.  Noi del sud sappiamo forse meglio delle altre  cosa significa in particolare per una madre del sud ” il figlio maschio”.

Figlio maschio: Da Roma in giù il figlio maschio è una specie protetta ma non perché in via di estinzione semplicemente perché è Maschio. Di solito viene nutrito come fosse un bue poiché si sostiene che debba farsi le ossa e se ad un certo punto esibirà il pancione verrà consolato con l’espressione è “tutta lunghezza” , mai con è tutta ciccia espressione riservata alle signorine. Lui viene incoraggiato a mangiare e dormire quanto e come vuole e viene scoraggiato e deriso se lava i piatti o si rende utile in qualche modo. Se  sposandosi tenderà ad aiutare la moglie e a condividerne i punti di vista,   verrà etichettato come “fariddazza”. Termine siculo che può essere tradotto come uomo che si è lasciato mettere la “gonna”. Gonna: indumento mal visto che denota debolezza e incapacità opposto a pantalone che invece denota carattere e mascolinità. Da qui l’espressione offensiva, se rivolta ad un uomo: “in casa li porta sua moglie i pantaloni”. Il figlio maschio è motivo di vanto per una donna anche se le ragioni di tale vanto sono sconosciute e spesso inesistenti. Le madri dei figli maschi provano spesso sentimenti che vanno dal semplice disappunto al profondo odio per le donne che si rubano il “figlio maschio”. Egli infatti non viene considerato essere pensante dalle madri ma bambolotto manipolato dalle donne che subdolamente lo hanno scelto e circuito per perpetuare la specie.  Nel caso in cui oltre ad essere maschio il figlio è ricco, la donna che se lo prenderà sarà invisa non solo alla suocera ma all’intero parentado e perfino al paese.

insomma qualsiasi sentimento provassero per voi i vostri suoceri nel a.b lo scoprirete molto bene nel d.b. Diventeranno molto presenti, dispenseranno molti consigli, lamenteranno sempre che non vedono abbastanza i nipoti e se li lasciate troppo spesso diranno che ve ne approfittate. Esigeranno feste equamente  divise tra le due famiglie, vi vedranno sempre troppo nervose e quasi mai ammetteranno che i nipoti sono dei “monelli” patentanti. Non dimenticate che portano il loro cognome, quindi siete voi le ragazze insofferenti e senza pazienza. Vizieranno i vostri figli meglio di chiunque altro e se crescendo i nipotini diventano poco educati saranno generosi e lasceranno che il merito di tale educazione sia tutto vostro. Ovviamente questo non riguarda tutti i suoceri. Mai generalizzare. Riguarda quasi tutti. Non potete negare che il dopo bambino cambi tutto e tutti e non sempre in meglio. I suoceri prima di lui/lei non avevano su di te un grande potere  dopo di lui si. Non chiedetevi perché ma è cosi. Anche quelle che sembrano più impavide non amano avere problemi con i suoceri, con la suocera in particolare e se ce li hanno pur dichiarando che non ne soffrono in realtà soffrono, anche solo di gastrite nervosa. Adesso vorrei parlare dei cambiamenti del partner dopo il bambino ma visto che mi sono già dilungata troppo a lui dedicherò un capitolo a parte.

Voglio chiudere l’articolo rassicurandovi che non siete pazze né immature se in mezzo al susseguirsi di giornate sfiancanti e spesso poco gratificanti, vi viene voglia di tornare indietro nel tempo anche solo un giorno.Uno solo. Un cavolo di giorno svegliarvi ancora nella vostra camera, magari a mezzogiorno. Guardare il cellulare e vedere che non ci sono chiamate, NESSUNO VI CERCA SIETE SOLE IMMERSE NEL SILENZIO. Fate colazione con il pranzo, alle tre al mare alle 20 aperitivo e poi a ballare con le amiche!

Meno male che la capacità di sognare resta uguale sia nel a.b che nel d.b.

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